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IN ITALIA SPERIMENTAZIONI SUI BAMBINI CON HANDICAP. INACCETTABILE !

Tratto dal libro inchiesta “IL DIO VACCINO” di Tiziana Alterio

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Alle 10 del mattino a 40 chilometri circa dall’Ospedale Buzzi di Milano, l’Ospedale scelto a febbraio 2021 dalla Johnson&Johnson per le sperimentazioni dei vaccini sui bambini italiani, squillò il telefono a casa di Cristina “Pronto!”. “Salve siamo dell’UONPIA di Lodi, il Centro di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Maggiore di Lodi, lei è la mamma di Giacomo, suo figlio ha la 104?” (il riconoscimento che tutela i bambini con Handicap). “Si, sono io e mio figlio ha la legge 104”, risposi.

Stiamo chiamando le famiglie che hanno bambini con la 104 perché avete l’agevolazione di poter fare il vaccino Anti Covid-19. Visto che ha la 104 ha la priorità di poterlo fare”.

Cristina rimase alquanto stupita da quella telefonata e rispose che ci avrebbe pensato. Giorni dopo inviò una mail al Centro per chiedere informazioni aggiuntive sulla procedura per capire cosa mai ci fosse stato nel vaccino e per comprendere cosa avrebbero dovuto iniettare a suo figlio. Ma Cristina non ricevette mai alcuna risposta.

La comunicazione che fecero passare a Cristina era che il suo bambino aveva una priorità rispetto agli altri bambini ma non le fu spiegato che si trattava di una sperimentazione. “Fui chiamata per accettare o meno l’appuntamento per portare mio figlio a vaccinarsi – spiegò Cristina da me contattata. Non mi fu assolutamente detto che sarei dovuta andare all’incontro perché mi avrebbero dovuto spiegare che si trattava di una sperimentazione e di dover accettare e firmare il consenso informato e non mi fu data alcuna informazione sul vaccino”. O prendere o lasciare! Facendo passare come vantaggioso qualcosa che di vantaggioso non aveva trattandosi comunque di sperimentazione e, quindi, anche per la scienza ancora tutta da dimostrare l’assoluta validità e innocuità.

Fino a 15 mesi mio figlio era un bambino assolutamente sano – mi raccontò infine Cristina. Giocava, rideva e reagiva come tutti gli altri bambini. Poi a 15 mesi fece le tre vaccinazioni per il Morbillo, la Parotite, la Rosolia e ha avuto un repentino cambiamento. Ha iniziato a non guardarci più negli occhi, non indicava più, ha avuto tre mesi di dissenteria acuta, febbre, otite, bronchite. E’ stato veramente male. Non ha più detto quelle parole che già iniziava a pronunciare a 15 mesi”. La diagnosi per Giacomo fu di autismo.

I tre vaccini obbligatori inoculati al piccolo Giacomo di appena 15 mesi erano quelli approvati dalla Legge Lorenzin.

Nel momento in cui aumentavano le notizie di effetti collaterali avversi, di molte morti a causa del vaccino e di sospensione di AstraZeneca e proprio di Johnson&Johnson negli Stati Uniti la modalità di chiamata ai vaccini per i bambini italiani, così come emerso dalla testimonianza della Signora Cristina era paragonabile al metodo Aktion T4, il nome in codice del programma nazista di eutanasia che prevedeva in Germania la soppressione di persone portatori di handicap mentali, cioè delle cosiddette “vite indegne di essere vissute”. Quel metodo uccise oltre 200mila persone. Programma di eutanasia, fu poi il nome utilizzato nel processo di Norimberga, sia dai giudici sia dai procuratori.

La procedura corretta nelle sperimentazioni sui bambini prevede prima di tutto l’informazione alle famiglie sul farmaco o il vaccino sperimentale facendo emergere tutti i rischi connessi ai trials e soltanto dopo aver ottenuto il consenso informato si può procedere all’inoculazione dei vaccini – mi spiegò il dott. Eugenio Serravalle dell’Associazione ASSIS e uno dei medici in prima linea in Italia sulle problematiche collegate all’obbligatorietà prevista dalla Lorenzin”.

Telefonare chiedendo alle famiglie di prendere un appuntamento per inoculare il vaccino anti Covid-19, così come fatto alla signora Cristina, è inconcepibile, assurdo”, per Serravalle.

Come si fa a telefonare ad una famiglia che già vive un dramma per una disabilità grave come l’autismo e sull’onda emotiva della paura della malattia portata dal Covid e chiedere per telefono se aderiscono ad una sperimentazione, senza però dichiararla tale, e senza proporre nulla per iscritto. Avrebbero dovuto chiamare per chiedere di poter inviare, innanzitutto, un documento tale da poter ottenere prima il consenso della famiglia. E, invece, le hanno chiesto semplicemente se fosse stata disponibile a fare il vaccino il giorno tal dei tali. Come se il consenso si potesse ottenere da una telefonata. Questo cosa implica?, sempre per il dottor Serravalle, che il consenso informato sarebbe stato un foglio di carta che la famiglia avrebbe firmato al momento dell’inoculazione del vaccino senza un’informazione adeguata e preventiva”.

Non contenta verifico che effettivamente sia così e chiamo l’UONPI di Lodi chiedendo informazioni. Ecco la risposta.

Noi abbiamo dato i nominativi di tutti i pazienti soprattutto quelli che hanno 104 comma 3, quelli sostanzialmente più gravi. So che li stanno iniziando a chiamare. Tempistiche non ne conosco perché noi abbiamo dato i nominativi e poi iniziano a chiamare per le vaccinazioni. So che anche gli Ospedali stanno chiamando soprattutto quelli milanesi. Io penso che piano piano chiameranno tutti”.

La procedura corretta sarebbe, dunque, l’invio della documentazione alla famiglia dove vengono spiegate esaurientemente e in forma comprensibile i rischi e i vantaggi per il bambino sottoposto alla sperimentazione. E’ contro legge e inconcepibile che ciò avvenga per telefono con le modalità testimoniate dalla famiglia di Giacomo.

In tempi di emergenza, si sa, saltano tutte le regole e in tempo di COVID sono saltate tutte le procedure e quei controlli fastidiosi a cui erano sottoposte le Big Pharma. La pandemia è stata, da questo punto di vista, la panacea per le case farmaceutiche. Tana liberi tutti, L’emergenza impone velocità e urgenza, costi quel che costi. Dove lo Stato è già di per sé debole e quasi inesistenze, le procedure vengono saltate dalle stesse Istituzioni pubbliche che dovrebbe, invece, tutelare la salute dei cittadini, prima di ogni altro interesse in gioco.

Se nell’era della globalizzazione delle sperimentazioni le Big Pharma erano state costrette a trovare cavie a buon mercato nei Paesi del Sud del mondo dove esistono meno restrizioni e dove è più semplice aggirare famiglie poco istruite, come vedremo più avanti, il COVID ha permesso che l’Occidente si trasformasse in un grande laboratorio umano, un sogno per le case farmaceutiche spesso ancora costrette a sottostare a procedure troppo complesse e costose.

E’ un momento d’oro !! Sono saltati i controlli e tutto è possibile in tempo di emergenza.

Sono saltati tutti i diversi passaggi. Bisognava prima fare uno studio di Fase 1, poi uno studio di Fase 2 e poi lo studio di Fase 3 – mi spiegò sempre il dottor Serravalle. Questo ovviamente richiede tanto tempo ma ti da garanzie. Il fatto invece di farli contemporaneamente significa che di fatto gli studi di fase 1 e 2 non ci sono. Perché se li fai contemporaneamente a quelli di Fase 3, non ci sono i presupposti per poter verificare se quelli di fase 3 avevano motivo di esistere oppure no. Molti studi sono stati bloccati nella fase 1 o nella fase 2. Tantissimi, naturalmente. Ora abbiamo saltato tutto quello che c’è a monte per fare una sperimentazione di massa, di fatto. Il caso di AstraZeneca è lampante. Se si fossero fatti sperimentazioni in tempi adeguati e con numeri e casistiche significative, questi problemi non ci sarebbero stati. La sperimentazione vera la stiamo facendo ora”.

Ad Aprile 2021 il dato ufficiale riportato dall’ISS di bambini morti per il Covid-19 dall’inizio di marzo 2020, erano 8, tutti bambini con patologie pregresse importanti. Non sono quindi “bambini morti di Covid-19” ma sono “bambini morti positivi al Covid-19”. Una grande differenza!

A fronte di numeri così irrisori, anche a livello mondiale, l’OMS spinge affinché vengano vaccinati anche i bambini e la motivazione è quella di raggiungere più velocemente un’immunità di gregge attraverso i vaccini. Si pensa di poter eradicare il virus attraverso la vaccinazione di tutta la popolazione. Poiché i bambini possono essere trasmettitori sani del virus, anche se si ammalano poco, devono essere comunque vaccinati per l’immunità di gregge.

Non consideriamo però – sostiene sempre il dottor Serravalle – quanto già da ora i vaccinati siano contagiosi per gli altri, così come già sta emergendo”. E la stessa OMS ha pubblicamente dichiarato quanto detto dal dottor Serravalle. “Non credo che abbiamo le prove per nessuno dei vaccini che ci permettano di ritenere che i vaccinati siano in grado attualmente d’infettarsi e quindi di trasmetterla”, dichiarò durante alla stampa Soumya Swaminathan, capo ricercatore dell’OMS.

Se gli adulti vaccinati sono a loro volta portatori del virus, non si comprende il senso scientifico di una vaccinazione anche per i bambini. La vaccinazione sui bambini sarebbe, infatti, inutile anche per difendere gli adulti e gli anziani.

Quali possono essere le conseguenze sulla salute dei bambini ?

Questa è tutta un’incognita perché di fatto ancora la comunità scientifica non conosce perché i bambini non si ammalano di Covid o, se si ammalano, non hanno manifestazioni gravi – dichiarò Eugenio Serravalle – Ci sono al momento tre ipotesi sul campo, ma nessuna di queste sembra essere ancora convincente. E non sappiamo poi che tipo di interferenza ci possa essere con tutte le altre vaccinazioni. I bambini hanno un calendario vaccinale molto fitto. Oggi solo nei primi 15 mesi di vita fanno da 32 a 34 inoculazioni poi ci sono i richiami che si fanno a 5 e sei anni e poi altri richiami verso i 14 anni. Come può inserirsi una vaccinazione di questo tipo in un calendario vaccinale così fitto, che risultati si avranno? Per verificare le conseguenze e l’efficacia e le eventuali reazioni avverse bisognerebbe prendere un campione di bambini e non vaccinarli con i vaccini abituali ma soltanto con il vaccino Anti Covid, solo così puoi fare un trial degno di questo nome. E come fai, sospendi le vaccinazioni che sono obbligatorie in Italia per fare una sperimentazione di un vaccino che non si sa quanto può avere efficacia nei bambini? Questo è un punto centrale. Come inserire un nuovo vaccino in un calendario del genere. E poi valutare gli effetti a medio e lungo termine. Ma questo non lo faranno. Si limiteranno a fare una valutazione dell’efficacia in ambito pediatrico escludendo i problemi legati alla sicurezza a breve termine. Ma il dato fondamentale non lo esamineranno. E questo è molto preoccupante a mio avviso”.

Quali potrebbero essere i rischi per i bambini nel medio e lungo termine?

Se il sistema immunitario viene così sollecitato si potrebbero sviluppare malattie autoimmuni, uno squilibrio del sistema immunitario permanente e irreversibile. La comparsa di una malattia autoimmune non la vedi in due mesi o in tre mesi dopo la sperimentazione, ma la vedi dopo qualche anno”.

Non si conoscono, al momento, gli effetti dei vaccini anti-Covid 19 sui bambini poiché è in fase sperimentale, tuttavia la comunità scientifica accelera i tempi poiché “si spera di immunizzare i bambini tra i 12 e i 15 anni entro la fine del 2021”.

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